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sabato, 14 giugno 2008
Italia-Romania: cosa dicono all'estero

DAILY MAIL (Inghilterra)

Giant goalkeeper Gianluigi Buffon kept Italy in the European Championship Finals with an amazing penalty save as the officials once again seemed to conspire against the world champions.

In an incident reminiscent of Austria's penalty against Poland on Thursday, Christian Panucci was penalised for tugging at Daniel Niculae as a cross came into the near post with just 10 minutes left.

Former Chelsea striker Adrian Mutu stepped up to try and make it 2-1, but Buffon somehow got a hand to his spot-kick which deflected on to the keeper's boot and away to safety.

Victims of a mysterious rule change against the Dutch, the Italians had earlier been victims of a Norwegian official tonight who really should now consider an alternative career.

It was a truly awful decision, the assistant referee raising his flag when Luca Toni had scored a perfectly good goal moments before half-time. It would have been their first goal of the tournament.

As it was, a moment's indecision from Gianluca Zambrotta gave Mutu an opportunity to score and another former Chelsea player, Panucci, equalised a minute later.

Despite their lucky escape, it leaves Roberto Donadoni's side facing an almighty encounter with France here at the Letzigrund Stadium on Tuesday. Not quite the World Cup final but not far off - for Donadoni anyway.

This was better from the Italians. Better from the Romanians too in what was a thoroughly entertaining game. But Italy should have perhaps taken heed of the warning that came from Fabio Capello when he said Romania would be dangerous.

The situation did appear desperate at the outset for Donadoni and he made five changes to a side so comprehensively beaten by the Dutch, axing most notably Gennaro Gattuso and Marco Materazzi.

Alessandro Del Piero’s return to the side did at least give the Italians an extra attacking edge after so miserably failing to score in Berne in that first game.

Scoring against the Romanians was not going to be easy though. Not when that goalless, utterly soulless, encounter with France represented their third clean sheet in a row.

That said, they had the best of the chances in the opening 15 minutes when Mutu, suddenly found himself with just Buffon to beat. The shot, however, was a poor one and was saved by the excellent Buffon.

The keeper then demonstrated his considerable ability again when he dropped athletically to his left to stop a blistering drive from Tamas, but it was good fortune that saved him moments after that.

A well-struck free-kick from Cristian Chivu took a wicked deflection off Panucci and bounced off Buffon’s right-hand post.

This was worrying for Donadoni. The Romanians might have been a naturally defensive side but they were making all the running. A clash of heads between the wonderfully-named Razvan Rat and Mirel Radoi did cause the Romanians some disruption. Radoi had to go off with what looked like a nasty gash to the head. But still Romania threatened.

The aforementioned Mr Rat, now sporting a big plaster on his forehead, came desperately close to scoring with a shot that whistled inches wide of Buffon’s left-hand post.

This was poor from the Italians. Nothing like a side that only two years ago lifted the World Cup and nothing like a side, seemingly, that were going to even progress from the group stage in this competition.

Andrea Pirlo was presented with a chance to threaten with a free-kick, and squandered it with a weak effort. Del Piero was similarly wasteful soon afterwards.

Only in the final few minutes of the opening half did the Italians start to move into gear. Luca Toni went close and so did Perrotta, who must still be wondering how Paul Codrea prevented him from scoring from inside the six-yard box.

In fairness to the Italians, they were now dominating possession, but the Romanians were so strong, and so organised, at the back.

Then came the moment when the Italians no doubt thought the gods were once again conspiring against them with a perfectly good goal by Toni that was again disallowed.

It was extraordinary, given that Toni and Del Piero were onside when Zambrotta delivered a curling cross from the right. Toni struck with a simple header, but the flag was raised and the chance to secure three precious points was gone.

Mutu’s 55th minute goal made it all the more painful, not least because of the manner in which it was scored. A long ball forward should have been simple enough for Zambrotta to deal with, but he succeeded only in heading the ball into the path of Mutu and the Romanian superstar did the rest.

To Italy’s credit, they responded immediately. From a corner, Giorgio Chiellini headed the ball back across the goal and Panucci struck at the near post. He then nearly cost his side at the other end with his foul on Niculae, but it was Buffon to the rescue.

ITALY (4-2-3-1): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Pirlo, De Rossi; Camoranesi (Ambrosini 85min), Perrotta (Cassano 58), Del Piero (Quagliarella 77); Toni. Booked: Pirlo, De Rossi.

ROMANIA (4-1-3-2): Lobont; Contra, Tamas, Goian, Rat; Radoi (Dica 25); Petre (Nicolita 59), Codrea, Chivu; Mutu (Cocis 88), Niculae. Booked: Mutu, Goian, Chivu.

Man of the match: Gianluigi Buffon.

Referee: Tom Henning Ovrebo (Norway).

Postato da: Mannaster a 01:19 | link | commenti (2)
sport, calcio, euro 2008

martedì, 20 maggio 2008
Regola n. 6

Regola n.6: non prenderti mai troppo sul serio.

ha vinto nadal, bella partita, ma la domenica calcistica è andata di merda, l'inter che non riesco neanche a scriverlo, il milan fuori dalla champions, che mi va bene, per carità, così in società smetteranno di comprare 30enni consumati per vincere e vediamo se sono in grado di ricostruire un gruppo nuovo e più forte, ma è pur sempre una sconfitta, con la fiorentina che se va bene esce al secondo preliminare, una tristezza. insomma, basta questo per spiegare. nessuna voglia di scrivere di tennis, un po' di lutto da elaborare e qualche idea da metabolizzare. certo che roland garros sarà una figata.

Postato da: Mannaster a 15:22 | link | commenti (4)
regola n6

sabato, 17 maggio 2008
Master Series: Amburgo. Semifinali.

È andata come è andata. Si sapeva che Seppi non avrebbe avuto molte chance, ieri aveva speso moltissimo nella lunga partita disputata contro Kiefer, ma la possibilità di incontrare il n.1 del mondo in semifinale è comunque un successo.
Quando questo n.1 è anche in forma e gioca il tennis che sa, lontano dalle incertezze di Roma , è naturale che ci sia ben poco da fare.
Nel primo set Seppi cede solo una volta il servizio, rimanendo aggrappato coi denti al proprio turno di battuta, l’unico punto di forza sul quale sa di poter contatre e sul quale può osare qualche buona giocata. Federer però non concede nemmeno una palla break, tiene l’avversario a debita distanza e si aggiudica la partita per 6 giochi a 3.
 
Anche nel secondo set il break a favore dello svizzero arriva al terzo gioco, sull’1 pari; questa volta però Seppi non trova più la forza di reagire. Tenta di utilizzare schemi diversi, di variare la tattica di gioco rischiando qualcosa, ma Federer risponde colpo su colpo con una precisione davvero svizzera. Si sprecano i drop shot che lasciano l’italiano con le braccia penzolanti in fondo al campo. Ogni sforzo o tentativo di resistere e strappare un gioco all’avversario risulta vano. Non c’è più partita e la fine arriva in un lampo.
6-3, 6-1 il risultato. Avanti Federer, com’è giusto che sia.
 
L’altra semifinale, oltre a decidere chi andrà ad affrontare in finale lo svizzero, serve anche a stabilire chi sarà, dal prossimo lunedì, il n.2 ATP. Una sorta di spareggio o di finale anticipata quindi, in cui Nadal difende la posizione di classifica che negli ultimi quattro anni ha occupato indisturbato.
 
Il match inizia con Djokovic scatenato. La sua determinazione è nota, ma è quasi sorprendente vederlo avanti 3-0  e un break, con un parziale di 12 punti a 4.
Nadal pare disorientato dall’aggressività delle risposte del serbo, che non sembra temere i colpi potenti e liftati dello spagnolo.
Rafa deve annullare due palle break per aggiudicarsi il primo gioco, e al quinto game è Djokovic che restituisce il favore, cedendo il servizio dopo essere stato 40-15.
Il maiorchino sembra abbia trovato il bandolo della matassa e l’incontro garantisce spettacolo.
Ogni scambio racchiude colpi superbi e i pochi errori sono inevitabili. Il ritmo è elevatissimo e nel nono game, sul 4 pari, Djokovic cede a zero il turno di battuta, dando la possibilità a Nadal di andare a servire per il set.
L’uragano spagnolo è tornato ma ha scatenato il furore dell’avversario. Sullo 0-40 ci sono tre palle break per il serbo che sbaglia la prima, ma con una splendida contro-palla corta si porta sul 5 pari. Nadal insegue ogni punto recuperando l’impossibile e costringendo all’errore Djokovic che concede altre due palle break nell’undicesimo gioco. Buona la prima con un passante di dritto. Nadal esulta, consapevole e stupito di trovarsi 6 a 5. Altra contro palla corta spettacolare nel game che consegna allo spagnolo il primo set dopo un cross di dritto magistrale. Si chiude 7-5 in un’ora e quindici di gioco. Si profila una maratona e questa finirebbe per favorire Federer nella finale.
 
Grande equilibrio, con il servizio che comanda in avvio del secondo parziale. Nadal però sembra più forte; costringe Djokovic a sforzi incredibili prima di lasciargli il punto e sbaglia miracoli per un soffio. Nel quinto gioco, sul due pari, punto da circolino rosso con un lob di dritto che porta Nadal sullo 0-30. Due palle break per lui, ma grande tenuta psicologica del belgradese che ribalta la situazione e non solo tiene il servizio, ma con sette punti consecutivi si procura anche tre palle per il break. Ora è Nadal a tremare e a reagire. Da 0-40 a 40pari. Djokovic se la prende con la racchetta, ma il quarto tentativo è suo. Break del 4-2 con uno smash che sa di liberatorio.
Il primo quindici del settimo gioco è da menzione speciale, con la palla che viaggia insistentemente sul lungolinea da una parte e dall’altra. Lo chiude Nadal con un dritto incrociato da ovazione. Ruggisce Djokovic, e allunga fino a chiudere 6-2, non prima di essersi conquistato una palla break con una volèe strepitosa a “parare” una veronica di Nadal. 2 ore e 2 primi.
 
Il terzo set inizia con un break del n.2 in carica. Lo spagnolo capisce che deve prendere subito le distanze dall’avversario e gli tocca annullare due palle del contro break, in un game da quattordici punti che lo porta al 2-0.
Situazione identica nel quarto gioco. Nadal rallenta e il serbo si porta 15-40; è nuovamente il nastro ad impedire a Djokovic di trovare il punto del contro break e Nadal finisce per tenere il turno di battuta allungando sul serbo.
Altro cerchietto rosso su un recupero incredibile del maiorchino che indovina l’incrocio delle linee di fondocampo con un lob che lascia Djokovic incredulo.
Sembra stanco Novak e sbaglia un paio di punti che in un'altra occasione non avrebbe mai fallito.
Sul 4 a 2 per Nadal, il n.3 ATP cede il servizio a 0.
È il colpo del ko, ma Djokovic non regala nulla: annulla quattro match point, rischia ogni colpo, si procura tre palle break, ma dopo oltre venti  punti giocati sbaglia un drop shot e cede.
Game, set, match per Rafa Nadal, in 3 ore e 3 di un incontro meraviglioso.
Finisce  7-5, 2-6, 6-2.
 
Nulla è cambiato per ora, la storia infinita prosegue e un Nadal in questa forma va a giocarsela tutta. Roger è avvisato.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Postato da: Mannaster a 21:15 | link | commenti
sport, tennis, amburgo, semifinale, master series

Internazionali d'Italia femminili: quarti di finale

A Roma si sono giocati solo tre incontri dei quattro previsti.
Serena Williams si è infatti ritirata per un problema alla schiena, spalancando la strada alla francesina n.34 del mondo Alize Cornet, che oggi dovrà incontrare la russa Chakvetadze che ieri ha avuto la meglio in tre set (6-2, 3-6, 6-1) sulla Pironkova, la sorprendente bulgara proveniente dalle qualificazioni.
 
Negli altri due quarti, la Jankovic vince in rimonta su Venus Williams (5-7, 6-2, 6-3) dopo un primo set all’insegna del break (ben sei consecutivi!) che la statunitense si aggiudica grazie soprattutto al servizio strappato alla serba nell’undicesimo ed infinito gioco conclusosi dopo 19 punti, tutti vincenti.
La detentrice del titolo reagisce e si aggiudica 6-2 il secondo parziale, mentre nel terzo va in svantaggio 0-2. La luce di Venere però si spegne all’improvviso e Jelena infila cinque giochi consecutivi. Williams serve per rimanere in partita ma Jankovic chiude al proprio turno di servizio con un cross di dritto liberatorio.
 
Sharapova invece deve sostenere una maratona per eliminare un’indomabile Schnyder.
Nel primo set la neo n.1 del mondo (dopo il ritiro dalle scene annunciato dalla Henin) va sotto 5 giochi a 2 ma riesce a recuperare fino al tie break, che poi perde per 7 punti a 3.
Nel secondo la russa tenta la fuga, si porta 4-2 ma prima di chiudere il set 7-5 con un break all’ultimo gioco si fa recuperare dalla ventinovenne svizzera. Nell’ultimo parziale la mancina di Basilea spreca due palle break e scivola 0-3 senza più riuscire a recuperare lo svantaggio.
7-6, 5-7, 6-2 in 2 ore e 45 minuti.
 
Oggi MaSha avrebbe dovuto vedersela con la Jankovic ma intorno alle 13 ha annunciato il ritiro per un risentimento al polpaccio causato dalla lunghissima partita che ha dovuto sostenere ieri in serata.
La serba accede così alla finale senza giocare e non ci resta che aspettare l’esito del match tra Cornel e Chakvetadze.  

Postato da: Mannaster a 14:34 | link | commenti
sport, tennis, internazionali ditalia, wta

Internazionali d'Italia femminili: Quarti di finale

A Roma si sono giocati solo tre incontri dei quattro previsti.
Serena Williams si è infatti ritirata per un problema alla schiena, spalancando la strada alla francesina n.34 del mondo Alize Cornet, che oggi dovrà incontrare la russa Chakvetadze che ieri ha avuto la meglio in tre set (6-2, 3-6, 6-1) sulla Pironkova, la sorprendente bulgara proveniente dalle qualificazioni.
 
Negli altri due quarti, la Jankovic vince in rimonta su Venus Williams (5-7, 6-2, 6-3) dopo un primo set all’insegna del break (ben sei consecutivi!) che la statunitense si aggiudica grazie soprattutto al servizio strappato alla serba nell’undicesimo ed infinito gioco conclusosi dopo 19 punti, tutti vincenti.
La detentrice del titolo reagisce e si aggiudica 6-2 il secondo parziale, mentre nel terzo va in svantaggio 0-2. La luce di Venere però si spegne all’improvviso e Jelena infila cinque giochi consecutivi. Williams serve per rimanere in partita ma Jankovic chiude al proprio turno di servizio con un cross di dritto liberatorio.
 
Sharapova invece deve sostenere una maratona per eliminare un’indomabile Schnyder.
Nel primo set la neo n.1 del mondo (dopo il ritiro dalle scene annunciato dalla Henin) va sotto 5 giochi a 2 ma riesce a recuperare fino al tie break, che poi perde per 7 punti a 3.
Nel secondo la russa tenta la fuga, si porta 4-2 ma prima di chiudere il set 7-5 con un break all’ultimo gioco si fa recuperare dalla ventinovenne svizzera. Nell’ultimo parziale la mancina di Basilea spreca due palle break e scivola 0-3 senza più riuscire a recuperare lo svantaggio.
7-6, 5-7, 6-2 in 2 ore e 45 minuti.
 
Oggi MaSha avrebbe dovuto vedersela con la Jankovic ma intorno alle 13 ha annunciato il ritiro per un risentimento al polpaccio causato dalla lunghissima partita che ha dovuto sostenere ieri in serata.
La serba accede così alla finale senza giocare e non ci resta che aspettare l’esito del match tra Cornel e Chakvetadze.  

Postato da: Mannaster a 14:32 | link | commenti
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